Flora batterica intestinale, obesità e nutrizione

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

Flora batterica intestinale, obesità e nutrizione

Messaggio  Pippo il Dom Nov 15 2009, 00:17

Ecosistema intestinale
Flora batterica e obesità


Il valore nutritivo degli alimenti dipende anche dalla composizione della popolazione batterica dell'intestino. Quella sbagliata favorisce l'obesità anche con una buona dieta

Passando da una dieta prevalentemente vegetale e povera di grassi a una ricca di grassi e zuccheri, la flora batterica intestinale cambia drasticamente già nel giro di 24 ore, con la proliferazione di microrgansmi che facilitano l'assimilazione di queste sostanze e favoriscono l'insorgenza dell'obesità.

E' questo il risultato di uno studio condotto presso la Washington University School of Medicine a St. Louis e pubblicato sulla rivista "Science Translational Medicine".

Precedenti ricerche avevano indotto Jeffrey I. Gordon, che ha diretto questo studio, a stabilire un nesso fra l'obesità e le migliaia di miliardi di microrganismi che vivono nell'intestino e concorrono alla digestione e all'assimilazione degli alimenti, tanto da ipotizzare che il loro valore nutritivo e calorico non sia assoluto, ma dipenda almeno in parte dalla specifica composizione della popolazione batterica dell'intestino.

"Mettere a fuoco ciò che scatena malnutrizione e obesità nell'uomo è difficile a causa dei numerosi fattori - genetici, culturali e ambientali, come la dieta - che è difficile controllare", dice Gordon. "Ricreando l'ecosistema dell'intestino umano nei topi siamo riusciti a controllare queste variabili ottenendo informazioni che ci permetteranno di sviluppare ipotesi da testare nell'uomo."

Dopo aver creato questi topi dall'ecosistema intestinale umano, i ricercatori li hanno sottoposti a differenti tipi di diete, e in particolare a una dieta vegetale e povera di grassi e una di tipo "occidentale" ricca di grassi e zuccheri, constatando rapide variazioni quando si passa dall'una all'altra.

"Siamo stati sorpresi dall'osservare il rapido cambiamento nelle comunità microbiche dei topi con dieta ad alto contenuto di grassi e/o di carboidrati. Valutando in 4-6 ore il tempo necessario ai batteri per muoversi in tutto l'intestino, ciò significa che l'inizio del cambiamento nella popolazione batterica è avvenuto 18-20 ore dopo l'esposizione alla dieta occidentale", ha osservato Peter Turnbaugh, che ha preso parte allo studio.

Rispetto ai topi di controllo quelli che passavano a una dieta occidentale hanno mostrato una ampia proliferazione di batteri intestinali delle classi Erysipielotrichi e Bacilli, appartenenti entrambi al phylum dei Firmicutes, a danno delle popolazioni di microrganismi del phylum dei Bacteroidetes, un cambiamento che precedenti studi di Gordon avevano mostrato essere correlato all'obesità.

A riprova delle conclusioni dello studio, trapiantando le comunità dei Firmicutes nell'intestino dei topi a dieta vegetale e povera di grassi, anche questi acquistavano rapidamente peso anche se non veniva modificata la dieta.

Pippo
Ospite


Tornare in alto Andare in basso

Re: Flora batterica intestinale, obesità e nutrizione

Messaggio  Sissy il Dom Nov 15 2009, 14:31

A questo punto diventa molto importante capire che ruolo giocano i fermenti probiotici, se ne giocano uno o se per quanto riguarda l'obesità non fanno nulla...

Sissy
Ospite


Tornare in alto Andare in basso

Fermenti lattici per prevenire l'obesità e il diabete

Messaggio  Pippo il Lun Nov 16 2009, 23:59

Uno yogurt al giorno toglie obesità e diabete di torno. Così si potrebbe riadattare il vecchio detto alla luce di quanto si è discusso a Riccione, al congresso Panorama Diabete della Società Italiana di Diabetologia: secondo gli esperti infatti non c’è alcun dubbio, la flora intestinale conta, eccome, nel decidere il nostro peso sulla bilancia e pure nel proteggerci o meno dal diabete.

STUDI – La convinzione deriva dalle ricerche più recenti: una, pubblicata poco tempo fa da ricercatori finlandesi, ha scoperto che i batteri che stazionano nell’intestino fin dalla prima infanzia condizionano il peso dei bambini. Marko Kalliomaki, dell’università di Turku in Finlandia, ha studiato 49 bimbi valutandone la flora batterica intestinale a un anno di vita; dopo 6 anni ha rivisto i piccoli e ha scoperto che quelli in cui abbondavano i probiotici (i famosi bifidobatteri che si trovano anche nello yogurt) pesavano in media 4 chili di meno rispetto ai coetanei che da neonati avevano l’intestino più ricco di batteri «cattivi», come lo stafilococco. Un dato che si somma ad altri e fa dire ai diabetologi che la flora intestinale «buona», cioè i probiotici o fermenti lattici, aiuta a prevenire l’obesità e il diabete, a questa strettamente correlato. «Credevamo che la flora intestinale avesse effetto solo a livello locale, proteggendo il colon da tumori e malattie infiammatorie croniche: non è così – spiega Rosalba Giacco, relatrice alla sessione del convegno su alimentazione e diabete e ricercatrice all’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del CNR di Avellino –. I fermenti lattici infatti producono acido acetico, propionico e butirrico: i primi due vanno nel sangue e da qui nel fegato, dove regolano la produzione epatica di glucosio e grassi come colesterolo e trigliceridi; il butirrico invece resta nell’intestino a “nutrire” le cellule dell’epitelio».

PROBIOTICI – Quando la flora «buona» scarseggia e prendono il sopravvento altri batteri, allo stesso modo gli effetti si fanno sentire anche altrove: «I batteri cattivi producono tossine che favoriscono l’infiammazione e l’aterosclerosi, riducono l’attività dell’insulina e promuovono la sintesi di colesterolo e trigliceridi», dice Giacco. Così non stupisce scoprire che negli obesi la flora intestinale è molto diversa rispetto a quella dei magri e che perdendo peso anche i batteri nell’intestino si modificano. «I batteri intestinali buoni regolano l’assorbimento dell’energia dagli alimenti: riducono del 2 per cento l’introito energetico, e ciò nell’arco di anni può fare la differenza fra essere normopeso o sovrappeso – continua la ricercatrice –. Inoltre, i probiotici hanno anche effetto stimolante su ormoni intestinali che portano a un aumento del senso di sazietà, e quindi a mangiare di meno».

PREBIOTICI – I fermenti lattici si possono introdurre da soli attraverso yogurt o simili, ma è utile anche favorirne lo sviluppo mangiando cibi che sono «graditi» ai batteri buoni, i cosiddetti prebiotici: per lo più si tratta di fibre provenienti da frutta e verdura. «Le fibre favoriscono la crescita dei batteri buoni al posto dei cattivi, che invece proliferano se si mangia molta carne o altri prodotti di origine animale – spiega Giacco –. Purtroppo anche in Italia abbiamo un po’ perso le sane abitudini della dieta mediterranea e consumiamo meno fibre rispetto al passato: ora siamo più o meno allineati ai consumi europei, che variano fra i 3 e gli 11 grammi di fibre al giorno. Poche: è bene aumentare l’introito di frutta, verdura, cereali, pasta e pane integrali, oltre che di prodotti come lo yogurt che contengono fermenti lattici. Serve a prevenire l’obesità e quindi il diabete, ma anche tumori, malattie cardiovascolari e molte malattie croniche intestinali», conclude l’esperta.

Pippo
Ospite


Tornare in alto Andare in basso

Donne in sovrappeso e obese: un aiuto arriva dai probiotici

Messaggio  Pippo il Mar Nov 17 2009, 00:01

Prevenire i rischi dell'obesità dopo il parto

Sovrappeso e obesità sono un fattore di rischio per la salute di molte donne, in particolare per quelle che hanno avuto una gravidanza.
Ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia suggeriscono che chi ha la possibilità di assumere probiotici a partire dal primo trimestre di gravidanza ha meno probabilità di sviluppare una grave forma di obesità negli anni a venire.
Il segreto starebbe nel fatto che i probiotici sono in grado di bilanciare la presenza dei batteri nell’instestino e nel tratto digerente tenendo sotto controllo o riducendo i batteri dannosi. I probiotici fanno parte del sistema digerente e svolgono un importante ruolo nel controllare le infiammazioni.

Dopo aver studiato per diversi anni gli effetti di una supplementazione di probiotici nel contrastare molte malattie intestinali, i ricercatori hanno poi iniziato a esaminare se l’equilibrio dei batteri presenti nell’intestino può svolgere un ruolo chiave per regolare la produzione di grasso nelle persone e combattere l’obesità. I dati ottenuti sono stati incoraggianti, dichiarano gli scienziati, che hanno presentato i risultati al Congresso Europeo sull’Obesità in corso ad Amsterdam dal 6 al 9 maggio 2009.

Nello studio sono state coinvolte 256 donne al terzo mese di gravidanza, suddivise a caso in tre gruppi. Il primo gruppo ha ricevuto ogni giorno delle capsule di probiotici contenenti Lactobacillus e Bifidobacterium (i più comuni batteri) e un’adeguata consulenza. Il secondo gruppo ha ricevuto delle capsule finte, ma la consulenza; mentre il terzo gruppo finte capsule e niente consulenza. La somministrazione è durata fino a sei mesi dopo il parto e l’allattamento al seno.
Nel totale si è stabilito che, in media, il 25% delle donne che hanno assunto i probiotici hanno sviluppato una forma di obesità contro il 43% di quelle che non hanno assunto i probiotici e non hanno goduto della consulenza.

Pippo
Ospite


Tornare in alto Andare in basso

Re: Flora batterica intestinale, obesità e nutrizione

Messaggio  Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum