Vista e memoria migliori: basta mangiare un po' meno

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Vista e memoria migliori: basta mangiare un po' meno

Messaggio  Ming il Gio Mag 26 2011, 17:14

Studio di Cnr e Normale di Pisa associa la riduzione
del cibo a un aumento della plasticità del cervello

Memoria migliore e vista più acuta? Basta mangiare un po’ di meno, senza esagerare. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e della Scuola normale superiore di Pisa ha scoperto una relazione tra la quantità di cibo ingerita giornalmente e la plasticità del cervello, ovvero la sua capacità di modificarsi nel tempo reagendo agli stimoli esterni.

RICERCA – Lo studio pisano, appena pubblicato sulla rivista Nature Communications, è durato tre anni: «Si tratta di un progetto di ricerca di base effettuato su un campione di ratti adulti – conferma Maria Spolidoro, prima autrice del lavoro – La metodologia è semplice: abbiamo alimentato le cavie un giorno sì e uno no». In particolare l’attenzione dell’equipe italiana, guidata dal professor Lamberto Maffei, si è concentrata sui circuiti visivi e sull’ippocampo, una parte del cervello alla base dei processi della memoria spaziale. «La plasticità è una caratteristica tipica dei cervelli giovani, nelle prime fasi di sviluppo – prosegue la Spolidoro – e si riduce durante l’età adulta. Attraverso test specifici abbiamo notato, al contrario, che seguendo questo particolare regime alimentare, la plasticità cerebrale aumentava». D’altronde la ricerca del cibo e la fame sono i due più potenti strumenti di sopravvivenza di cui ci ha dotato madre natura: il primo spinge ad esplorare l’ambiente che ci circonda, mentre il secondo è esso stesso un fenomeno adattativo. L’importante, come sempre, è non esagerare: «La mancanza di cibo eccessiva o prolungata può avere effetti diametralmente opposti, causando un grave stress, e quindi danni enormi, al nostro organismo».

SVILUPPI – La ricerca, effettuata in collaborazione con l’Accademia dei Lincei, guarda anche alle possibili applicazioni: «L’alimentazione rientra in un ambito molto delicato – spiega ancora Maria Spolidoro – ma trovare un metodo per aumentare la plasticità del cervello è importante: penso ad esempio al campo della riabilitazione dei pazienti affetti da ictus o ischemie». Una caratteristica importante della plasticità, oltre all’apprendimento e alla memorizzazione, è proprio il recupero da danni cerebrali di vario genere: «In un futuro potrebbe essere che per i pazienti ospedalizzati e sottoposti a trattamenti di riabilitazione sia previsto anche uno specifico regime alimentare».

Ming
Ospite


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