Se lo stomaco brucia non è una tragedia Ma non rassegnarti Le reazioni (sbagliate) alla «pirosi gastrica»

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Se lo stomaco brucia non è una tragedia Ma non rassegnarti Le reazioni (sbagliate) alla «pirosi gastrica»

Messaggio  Diamante Rosa il Gio Nov 03 2011, 15:09

Bruciori di stomaco: individuate 5 categorie - Un appuntamento galante salta. Aperitivo con gli amici? Non se ne parla. E una notte intera di riposo sembra un miraggio. Colpa del bruciore di stomaco. Stando ai risultati di un'indagine condotta su un campione rappresentativo di 500 italiani i 12 milioni di connazionali che soffrono di pirosi gastrica non hanno però tutti lo stesso atteggiamento di fronte al disturbo, bensì si dividono in 5 categorie.
Quella più corposa è rappresentata dai frustrati: oltre 3 milioni di persone che si ritrovano lo stomaco in fiamme da 2 a 8 volte al mese e, quando accade, cadono nello sconforto. Sono per lo più donne con meno di 35 anni e un lavoro dipendente, che accusano i sintomi più spesso durante i cambi di stagione o in inverno e si lamentano molto delle rinunce cui sono costrette, dagli abiti alla moda stretti che non riescono a indossare perché la pancia si ribella, ai viaggi in Paesi esotici a cui non si pensa neppure temendo crisi di bruciore insopportabili dovute al cambio di alimentazione. «Non sorprende che ci si senta frustrati: la pirosi è una scomoda compagna — commenta Vincenzo Savarino, gastroenterologo dell'Università di Genova —. Ed è vero che per colpa del bruciore di stomaco molti rinunciano a praticare sport, non riescono a concentrarsi sul lavoro, smettono di andare al ristorante. Si tratta di un problema del tutto benigno, che non comporta rischi per la salute. Però può peggiorare la qualità della vita».

Ne sanno qualcosa anche gli interventisti (la seconda delle 5 categorie), altri 3 milioni di italiani che soffrono talmente per colpa del bruciore da essere pronti a tutto pur di vederlo sparire: in media hanno più di 45 anni e quando sentono ardere lo stomaco (quasi sempre nel loro caso la colpa è dell'alimentazione) prendono subito i primi farmaci che trovano, senza chiedere consiglio al medico o al farmacista. Al polo opposto stanno i diffidenti: simili per età e classe sociale media, che considerano i farmaci l'ultima spiaggia e scelgono piuttosto rimedi casalinghi come latte, pane o bibite gassate. In maggioranza i diffidenti soffrono di bruciori una volta al mese o poco più. Tutto il contrario delle grandi vittime, categoria che invece fa i conti con lo stomaco in fiamme 3 o più volte alla settimana. Sono soprattutto donne di 35-44 anni di ceto sociale elevato, nel pieno della loro vita professionale, con lavori stressanti: il problema per loro si manifesta soprattutto in autunno o con la bella stagione, accompagnato da parecchi altri sintomi (pesantezza di stomaco, alito pesante, dolore e crampi). Le grandi vittime incolpano soprattutto fumo e alcolici del loro disturbo, si sentono annientate dal bruciore e fanno grande uso di farmaci e rimedi alternativi, andando più spesso degli altri da uno specialista.

Infine, ecco gli stoici: oltre un milione di italiani per lo più under 35, che aspettano che passi la tempesta senza curarsi o, se proprio non resistono, scelgono rimedi casalinghi. «Qui la maggioranza è composta da uomini: le donne hanno meno reticenze a rivolgersi al medico — dice Savarino —. Le cause che innescano i bruciori sono praticamente sempre l'alimentazione e lo stress. I bruciori infatti, a differenza del reflusso che può comparire anche a digiuno o di notte, quasi sempre arrivano a stomaco pieno: non a caso moltissimi pazienti indicano che il disagio si fa sentire dopo un pasto abbondante, se si mangia di fretta o si consumano certi cibi. Non esiste una dieta "di esclusione" che vada bene per tutti, anche se la maggioranza accusa fritti e alimenti molto speziati o grassi: ognuno deve diventare un po' il medico di se stesso per capire che cosa lo disturba e cercare poi di evitarlo».

Quanto allo stress, sul banco degli imputati finiscono i litigi in famiglia o coi colleghi, gli esami universitari, le riunioni o i colloqui di lavoro. «Il bruciore di stomaco è quasi sempre dovuto ad alterazioni della motilità gastrica, della secrezione o della sensibilità dei recettori gastrici che portano le informazioni al cervello — spiega il gastroenterologo —. Poiché questa ultima "strada" va nelle due direzioni, tutto ciò che condiziona l'attività cerebrale come lo stress può di conseguenza "scendere" ad alterare la sensibilità dei recettori, rendendoli ancora più ipersensibili e facilitando la comparsa dei sintomi». Battibecchi e tensioni sono le cause più frequenti di stress "gastrico", ma il 6%dei pazienti ammette che anche seguire le vicende politiche o di cronaca nera fa bruciare lo stomaco. «Meglio allora non guardare il telegiornale a cena» conclude Savarino.
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