Tutto ciò che si può fare per risolvere la stipsi, un problema molto frequente soprattutto (ma non solo) fra gli anziani

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Tutto ciò che si può fare per risolvere la stipsi, un problema molto frequente soprattutto (ma non solo) fra gli anziani

Messaggio  Lactobacillus il Lun Apr 22 2013, 12:37

La «regolarità» si conquista facendo "nove passi"

La stitichezza è un problema comune fra chi non è più giovanissimo: le stime indicano che il 30-50 per cento degli over 65 fa uso di lassativi per porvi rimedio e fra chi ha più di 70 anni le difficoltà ad andare in bagno sono diffusissime. Come stare meglio? Le proposte arrivano da una revisione degli studi in materia, pubblicata sul Canadian Medical Association Journal secondo cui ci sono nove passi da fare per risolvere il disturbo. Innanzitutto, bisogna chiarire che si definisce stipsi cronica una situazione in cui si hanno meno di due evacuazioni a settimana per quindici giorni di seguito, soprattutto se si associano dolori, fastidio alla pancia, sensazione di non essersi svuotati completamente.

ANZIANI - Negli anziani è più comune perché sono più sedentari, di solito mangiano poche fibre, non bevono a sufficienza, non "ascoltano" lo stimolo ad andare in bagno o anche perché chi non è più giovane deve spesso assumere farmaci che possono favorire la costipazione, dagli oppioidi alle pastiglie per il ferro. «I sintomi possono avere un impatto forte sulla qualità di vita dell'anziano e perfino accelerarne il declino: la stitichezza può provocare dolore, nausea e perdita di appetito e questo può essere molto pericoloso soprattutto in soggetti fragili», come ha spiegato Dov Gandell, il responsabile della revisione. Ed ecco i nove passaggi per la gestione della stipsi in chi non è più giovane, suggeriti dall’esperto: il primo è una corretta valutazione dei sintomi; quindi (secondo passo) occorre andare alla ricerca delle possibili cause, dall'uso di farmaci specifici alla presenza di patologie che favoriscano la costipazione. Una volta certi che davvero di stitichezza si tratta (molti credono ci sia bisogno di intervenire con i lassativi se l'anziano non va in bagno tutti i giorni, ma l'evacuazione quotidiana non è indispensabile), e verificato che non ci sia un'occlusione intestinale, bisogna cambiare (almeno un po’) stile di vita.

MOVIMENTO - In primo luogo, si deve cercare di ridurre la sedentarietà ( terzo passo), dedicandosi a un esercizio fisico adeguato alle proprie condizioni; quindi, (quarto passo) occorre assicurarsi un adeguato comfort quando si va in bagno, ad esempio facendo sì che il water sia alla giusta altezza e che si possa avere la necessaria privacy ma al contempo chiamare aiuto in caso di bisogno. Poi (quinto) va rivista la dieta: si devono introdurre fibre a sufficienza attraverso cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, scegliendo spesso i legumi e consumando anche pane e pasta, meglio ancora se integrali; tè e caffè andrebbero ridotti, aumentando invece fino a sei-otto bicchieri al giorno l'apporto di acqua per mantenere le feci morbide. Qualche trucco (sesto passo) può aiutare, ad esempio è bene andare in bagno a orari fissi o preferendo farlo dopo i pasti, quando il riflesso gastro-colico dovuto al riempimento dello stomaco stimola l'evacuazione.

FARMACI - Se tutto questo non basta, si può provare (settimo passo) con i lassativi: i più efficaci e sicuri negli anziani, stando alla revisione, sono gli agenti osmotici che richiamano acqua nell'intestino, come polietilenglicole o lattulosio. Meno evidenze sono invece disponibili per fibre vegetali come lo psyllium, mentre i lassativi stimolanti, come senna e cascara, sarebbero validi ma perderebbero efficacia nel tempo. In generale però (ottavo passo) si dovrebbe procedere per gradi: prima si comincia con i lassativi formanti massa come lo psyllium, se non vengono tollerati o non hanno effetti apprezzabili si passa a lassativi osmotici o stimolanti per brevi periodi (tre, quattro giorni al massimo). Se anche questi non funzionano a dovere, l'ultimo passo è rivolgersi a uno specialista gastroenterologo o geriatra per individuare l'approccio più corretto nel singolo caso.
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