Più intelligenti con frutta e verdura

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Più intelligenti con frutta e verdura

Messaggio  Mirela il Ven Set 11 2009, 15:22

Posto questo articolo molto significativo pubblicato oggi sul Corriere, io l'avevo sempre saputo perché...mangio molta frutta e verdura!!!!! Wink

Kiss a tutti Smile

Mirela

MILANO - Una dieta quotidianamente ricca di frutta e verdura produce un elevato sviluppo delle capacità cognitive, in soggetti sani. Lo afferma uno studio realizzato dai ricercatori dell’Istituto di Biochimica e Biologia Molecolare I della Heinrich-Heine University di Düsseldorf, pubblicato ad agosto sul Journal of Alzheimer’s Disease.

LO STUDIO – I risultati della ricerca, condotta su circa duecento persone sane tra i 45 e i 102 anni, mostrano che i soggetti che assumono in media circa 400 grammi di frutta e verdura al giorno possiedono un livello maggiore di antiossidanti, indicatori più bassi di radicali liberi - tra i principali fautori della degradazione dei lipidi - e, soprattutto, sviluppano abilità cognitive più performanti rispetto a chi non raggiunge i 100 grammi quotidiani di cibo proveniente dalla terra. Lo studio, inoltre, sottolinea che l’effetto benefico di frutta e verdura è assolutamente indipendente da tutti gli altri fattori – età, sesso, peso, altezza, istruzione, profilo lipidico e livello di albumina – che normalmente influenzano la quantità di antiossidanti presenti nell’organismo e lo sviluppo cerebrale.

CONFERME E SCOPERTE – Oltre ai ricercatori dell’Università tedesca, l’analisi ha visto la collaborazione di numerosi scienziati di tutto il mondo, tra cui alcuni membri del Dipartimento di Geriatria dell’Università di Perugia. La dottoressa Maria Cristina Polidori, attualmente al Dipartimento di Geriatrica dell’Università di Bochum, sottolinea le conferme e le nuove conoscenze che i risultati dello studio hanno portato alla comunità scientifica: «Era risaputo che esistesse una forte connessione tra l’assunzione di frutta e verdura e le difese antiossidanti naturali del nostro organismo contro i radicali liberi. Si sapeva anche che cattive abitudini alimentari aumentano il rischio di un impoverimento cognitivo, in presenza o meno di demenza. Con questa ricerca, però, viene mostrato un legame multiplo tra frutta e verdura, difese antiossidanti e abilità cognitive in totale assenza di malattie, a qualsiasi età. Al di là del proprio stile di vita – continua la dottoressa – è dunque vivamente consigliabile una consistente assunzione di questi elementi fin da bambini, per evitare il più possibile il rischio di demenza in età avanzata». Il prossimo passo vedrà l’allargamento della ricerca a un raggio molto più ampio di soggetti, includendo pazienti affetti da Alzheimer nei suoi diversi stadi e persone con difficoltà cognitive ma non ancora rientranti nelle categorie della demenza.

Simone D’Ambrosio
11 settembre 2009

Mirela
Ospite


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Re: Più intelligenti con frutta e verdura

Messaggio  Verdina il Ven Set 18 2009, 23:44

Mi piacerebbe sapere i pregi dei vari frutti e verdure

Verdina
Ospite


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La carota

Messaggio  Kultura il Dom Set 20 2009, 14:01

Qualità nutrizionali
Le carote sono la fonte di vitamina A per eccellenza: i carotenoidi, pigmenti presenti nelle piante della cui famiglia fa parte il beta-carotene, furono individuati per la prima volta in questi vegetali.
Sono anche una buona fonte di flavonoidi, pigmenti antiossidanti benefiche per il sistema cardiovascolare.
Le carote sono i vegetali contenenti la maggior quantità di carboidrati ad alto indice glicemico, infatti l'indice glicemico delle carote è molto alto, pari a 75.
Questo potrebbe far credere che siano un alimento da evitare, in realtà la quantità di zuccheri per 100 grammi di prodotto è molto piccola (7.6 gr), quindi per assumere una quantità di zuccheri significativa (per esempio 50 grammi) occorre una quantità di carote molto grande (650 grammi).
Le carote hanno poche calorie e un indice di sazietà abbastanza elevato, il che le rende un alimento ideale da assumere come spuntino o come contorno, crude o cotte.
Le carote hanno pareti cellulari molto dure e la cottura, anche molto breve, le rende più digeribili e aumenta la disponibilità dei nutrienti in esse contenuti.

Varietà
Le carote che mangiavano i nostri antenati erano piuttosto diverse dalle nostre, erano piccole e di colore diverso, rosse, gialle o viola. Le carote come le conosciamo vennero selezionate a partire dal diciassettesimo secolo.
Le carote "baby" si possono trovare solo nei negozi specializzati e hanno la forma delle carote normali, ma sono molto più piccole. Quelle che troviamo confezionate al supermercato sono normali carote tagliate in piccoli pezzi regolari da apposite macchine.

Disponibilità
Le carote di serra sono disponibili tutto l'anno, quelle di campo si trovano in estate.

Guida all'acquisto
Se acquistate carote sfuse, con le foglie ancora attaccate, potete capire se sono fresche dall'aspetto delle foglie, che devono essere di un verde acceso, e turgide.
Il miglior metodo per conservare la freschezza delle carote è la conservazione a bassa temperatura e il confezionamento in pacchetti sigillati: se conservate a temperatura ambiente le carote si deteriorano rapidamente, perdono croccantezza e diventano amare.
Evitate di acquistare carote troppo tinte di verde, di colore pallido, con zone scure soprattutto sull'estremità superiore.
Le carote sono tanto più dolci quanto più piccola è l'anima interna: di solito, più è grande il picciolo superiore e più è grande l'anima interna.

Conservazione
Le carote andrebbero conservate in frigorifero, in una confezione di plastica non sigillata, lontano da alimenti che producono etilene come mele e pere. Se le acquistate con le foglie, tagliatele prima di riporre le carote in frigorifero, altrimenti le foglie, deteriorandosi, contribuiranno a deteriorare le carote stesse.

Preparazione
Le carote si possono impiegare per preparare soffritti (come il classico soffritto all'italiana con carote, cipolla e sedano), si possono mangiare bollite come contorno oppure tagliate a bastoncini o a rondelle e soffritte insieme ad altre verdure.

Valori nutrizionali per 100 grammi di parte edibile

Energia
KCal 35.00
KJoule 147.00
Calorie da proteine 13.00 %
Calorie da carboidrati 82.00 %
Calorie da grassi 5.00 %
Composizione chimica Quantità
Parte edibile 95.00 %
Acqua 91.60 gr
Proteine 1.10 gr
Carboidrati 7.60 gr
di cui
zuccheri solubili 7.60 gr
amido 0.00 gr
Grassi 0.20 gr
di cui
saturi 0.03 gr
monoinsaturi 8.00 gr
polinsaturi 0.07 gr
Fibra totale 3.10 gr
di cui
fibra solubile 0.41 gr
fibra insolubile 2.70 gr
Colesterolo 0.00 mg
Alcool 0.00 gr
Acido Fitico 0.01 mg

Vitamine Quantità
Tiamina (B1) 0.04 mg
Riboflavina (B2) 0.04 mg
Niacina (B3) 0.70 mg
Vitamina A (Retinolo eq.) 1148.00 µg
Vitamina C 4.00 mg
Vitamina E mg
Minerali Quantità (mg)
Calcio 44.00
Ferro 0.70
Fosforo 37.00
Magnesio 11.00
Potassio 220.00
Rame 0.19
Selenio 1.00
Zinco 2.92
Aminoacidi mg / 100 gr di
parte edibile gr / 100 gr
di proteine
Lisina 40.00 3.88
Istidina 16.00 16.00
Arginina 43.00 4.17
Acido aspartico 137.00 13.30
Treonina 38.00 3.68
Serina 35.00 3.39
Acido glutamico 202.00 19.61
Prolina 29.00 2.81
Glicina 30.00 2.91
Alanina 59.00 5.72
Cistina 8.00 0.77
Valina 44.00 4.27
Metionina 7.00 0.67
Isoleucina 41.00 3.98
Leucina 43.00 4.17
Tirosina 20.00 1.94
Fenilalanina 32.00 3.10
Triptofano 11.00 1.06
Indice chimico 57
Aminoacido limitante solforati
Acidi grassi Quantità (gr)
Grassi saturi totali 0.03
C4:0÷C10:0 (laurico) 0.00
C12:0 (laurico) 2.00
C14:0 (miristico) 1.00
C16:0 (palmitico) 0.02
C18:0 (stearico) 1.00
C20:0 (arachidico)
C22:0 (beenico)
Grassi monoinsaturi totali 8.00
C14:1 (miristoleico)
C16:1 (palmitoleico) 2.00
C18:1 (oleico) 6.00
C20:1 (eicosaenoico) 0.00
C22:1 (erucico) 0.00
Grassi polinsaturi totali 0.07
C18:2 W6 (linoleico) 0.06
C18:3 W3 (linolenico) 0.01
C20:4 W6 (arachidonico) 0.00
C20:5 W3
(eicosapentaenoico - EPA) 0.00
C22:6 W3
(docosaesaenoico - DHA) 0.00
Rapporto Polinsaturi/Saturi 2.50

Kultura
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I fagioli

Messaggio  Plutarco il Lun Set 21 2009, 22:40

Il fagioli sono i semi di una leguminosa originaria del Brasile e dell'Argentina, introdotta in Europa da Cristoforo Colombo. Si consumano prevalentemente i semi, di alcune varietà (fagioli mangiatutto, cornetti o fagiolini) si mangia anche il bacello.

Qualità nutrizionali
I fagioli hanno un discreto contenuto proteico (8-10%), come tutti i legumi tali proteine sono di basso valore biologico, per innalzarlo bisogna associarle alle proteine dei cereali (pasta, farro, orzo, ecc). Un abbinamento molto interessante è quello con il seitan, alimento costituito solamente dalle proteine del frumento. L'abbinamento tra legumi e seitan consente di preparare piatti con un indice di sazietà molto alto e decisamente ipocalorici.
Varietà
Esistono più di 500 varietà di fagioli, i più conosciuti sono i cannellini e i borlotti venduti in scatola, le altre varietà sono commercializzate sottoforma di prodotto secco, che va cotto previo ammollo di 8-12 ore. Alcune varietà di fagioli sudamericane (fagioli Lima) e italiane (Lamon, zolfini, coco, toscanelli, di Controne, di Sarconi, ecc) sono particolarmente saporite e pregiate.

Tra i fagioli più conosciuti, oltre i borlotti e i cannellini, troviamo:
- fagioli dall'occhio: di colore bianco o crema, con un piccolo anello nel punto di attacco del bacello al seme. Si trovano in commercio essicati;
- fagioli Lima: piatti e di colore bianco o tendente al viola, originari dell'america del sud, molto saporiti;
- fagioli neri, di colore ebano brillante;
- fagiolini, detti anche cornetti o mangiatutto, poiché si consuma il bacello intero. Hanno un contenuto calorico molto inferiore a quello dei fagioli in seme, quelli freschi non raggiungono le 20 kcal per 100 g.
- fagioli toscani: zolfini, toscanelli e coco. Gli zolfini sono i più famosi e costosi. Tutti e tre si contraddistingono per la quasi totale assenza di buccia, la costistenza molto soda e il gusto particolarmente marcato di fagiolo.
- fagioli Lamòn. Varietà di borlotti provenienti dal comune montano di Lamon, in Veneto;
- fagioli di Controne, in Campania;

Guida all'acquisto
I fagioli di qualità (fagioli toscani, Lamon, Lima, ecc.) si trovano quasi esclusivamente secchi, si conservano molto a lungo (più di un anno) ma necessitano di ammollo e di una lunga cottura. Tuttavia, vale la pena di provarli poiché il gusto è decisamente superiore a quelli in scatola

Plutarco
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Cavoli, cavolfiori, broccoli, rucola - Lecrucifere

Messaggio  Zibibbo il Sab Set 26 2009, 22:13

Le crucifere

le crucifere Le verdure crucifere o brassicacee si chiamano così perché i loro fiori hanno quattro petali che ricordano una croce .
Sono una grande famiglia vegetale che comprende tutti i tipi di cavolo , cavolfiore, cavolo verza, cavolini di Bruxelles, cavolo cappuccio, cavolo nero, cavolo riccio, broccoli, broccoletti, rape, ravanelli, rucola, senape.

Cavolfiore

Originario del Medio Oriente il cavolfiore viene largamente coltivato in Italia. E' un tipo di cavolo selezionato piuttosto che per le foglie per i fiori , che diventano carnosi e sono commestibili.

Cavolini di Bruxelles
Secondo la tradizione furono d'apprima coltivati a Bruxelles nel XIII secolo, rendendoli così uno dei pochi ortaggi sviluppati nel Nord Europa.
Le piccole teste globose si sviluppano da germogli che si formano all'ascella delle foglie e rivestono tutto il fusto.

Cavolo

Originario dell'Europa, molte delle qualità che si conoscono sono state probabilmente sviluppate in Italia dai contadini della Roma antica.
Sono 3 le varietà che oggi si trovano sul mercato:

* cavolo cappuccio , di colore verde pallido con le foglie lisce;
* cavolo verza o di Milano, con le foglie più aperte, grinzose e di colore verde scuro;
* cappuccio rosso , compatto come il cavolo cappuccio ma di colore rosso.

Broccolo
La sua coltivazione nella forma attuale è stata iniziata in Italia: gli Etruschi o i Romani l'avevano ottenuto dal cavolo.
Il broccolo a testa produce un'unica infiorescenza globosa, compatta, simile a quella del cavolfiore ma generalmente colorata.
Il caratteristico odore che si produce durante la cottura è dovuto ad un enzima che viene attivato con le manipolazioni che avvengono in cucina (cottura o taglio), in questi due casi gli zuccheri che legano questo enzima vengono eliminati e si sprigionano gli oli dal sapore forte.

Rucola

La rucola , nome latino " eruca sativa ", era molto cara agli antichi soprattutto per le sue proprietà curative. I Romani gli attribuivano qualità magiche e la utilizzavano nei filtri amorosi, ritenendola il più potente tra gli afrodisiaci.
Le foglie di questa pianta erbacea annuale sono disposte alternativamente lungo lo stelo e hanno forma oblunga di lancia; le superiori sono più strette delle inferiori; hanno un odore caratteristico e un sapore decisamente acidulo.

Proprietà nutrizionali
Tutte queste verdure contengono quantità significative di vitamine, acido folico, fibra e potassio.
E' risaputo che le donne che programmano una gravidanza, o che non ne escludono attivamente la possibilità, debbano assumere regolarmente almeno 0,4 mg al giorno di acido folico per ridurre il rischio di difetti congeniti.
E' fondamentale che l'assunzione inizi almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza.
Sulla base di prove di efficacia ottenute in vari paesi, si può affermare che la regolare integrazione di acido folico iniziata prima del concepimento riduce il rischio di difetti del tubo neurale del 50-70%.
Le modalità per raggiungere un adeguato consumo giornaliero di acido folico sono potenzialmente tre:

* Un' alimentazione ricca e variata in frutta e verdura , in particolare di prodotti come cavoli, broccoli, rucola etc.
* L' integrazione con compresse vitaminiche contenenti almeno 0.4 mg (400 mcg) di acido folico;
* L' assunzione di alimenti fortificati .

Questi vegetali contengono anche sostanze dotate di azioni antiossidanti come il sulforafano, una sostanza chimica scoperta oltre 10 anni fa nei broccoli.
Da tempo è stato anche dimostrato che le crucifere sono dotate di poteri nutritivi ad azione protettive anti-tumorali .
Contengono isotiocianati che stimolano le cellule umane a produrre potenti bioenzimi molto efficaci nel proteggere la degenerazione del DNA, in particolare nei bronchi e polmoni.

Le crucifere contengono estrogeni vegetali (fitoestrogeni) capaci di contrastare lo sviluppo dei tumori legati all' attività degli ormoni nell'organismo maschile e femminile (mammella e prostata).
La presenza di polifenoli, carotenoidi, indoli, sulforafano in tutti i tipi di cavolo rendono questi ortaggi utili nella prevenzione dei tumori intestinali.
Le Brassicacee vengono attualmente viste come cancro-protettive per il loro elevato contenuto di glucosinolati, che li contraddistingue dagli altri vegetali.

Numerosi studi hanno evidenziato che la presenza di glucosinolati nelle Brassicacee prevengono alcuni tipi di tumore. I glucosinolati si trovano anche in alcuni condimenti a base di senape (mostarda) in oleaginose (colza) e in foraggi (rape da foraggio).
I glucosinolati possono essere assorbiti in maniera differente nel nostro organismo. Il loro assorbimento dipende da vari fattori, infatti è ridotto con:

* il calore, soprattutto dalla cottura a microonde;
* il grado di distruzione cellulare durante la masticazione (più mastico meno nè assorbo);
* il pH presente nello stomaco;f) la fermentazione del colon.

Sebbene la masticazione dei vegetali cotti al microonde liberino glucosinolati e la masticazione di piante fresche possa causare l'idrolisi enzimatica dei glucosinolati, l'azione di questi processi così come quelli della digestione gastrica e del pH non sono ancora stati studiati in animali o volontari umani.

La ricetta
ZUPPA DI CAVOLO
Difficoltà: media

Ingredienti per 4 persone:

* 2 cipolle
* 1 carota
* 3 gambi di sedano
* 2 patate
* 500 gr. di cavolfiore
* 20 gr. di fecola di patate
* Sale e pepe
* Olio extravergine
* Prezzemolo

In una pentola preparate del brodo vegetale, facendo lessare le verdure (carote, sedano, 1 patata e 1 cipolla) per 1 ora circa.
Nel frattempo fate rosolare l'altra cipolla tritata finemente in una casseruola dove aggiungerete il cavolo tagliato sottile. Lessate la patata.
Dopo qualche minuto di cottura aggiungete i 20 gr di fecola di patate e versate, poco alla volta, il brodo vegetale filtrato.
Amalgamate bene facendo attenzione che la fecola non faccia i grumi e lasciate cuocere il tutto per una ventina di minuti.
A cottura ultimata frullate tutto con mixer aggiungendo anche la patata lessa.
Servire con crostini di pane.

Curiosità
le crucifere I broccoli assolutamente non vanno fritti, ma vanno cotti al vapore .
Lo si deduce dai valori di carotenoidi e vitamina C, che crollano con il metodo di cottura più violento , ma soprattutto dalla presenza nella verdura dei glucosinolati: queste sostanze, tipiche delle Brassicacee , aumentano addirittura del 20% con la cottura a vapore .

Glossario Minimo
Enzimi = Proteine dell'organismo che agiscono come catalizzatori specifici in una reazione chimica.

DNA = Costituente dei cromosomi capace di duplicarsi e di trasmettere l'informazione genetica nella sintesi delle proteine. (Il DNA garantisce il controllo dell'attività cellulare).

pH = Notazione che esprime il tasso di acidità o basicità di una soluzione acquosa.

idrolisi = Scissione di legami in presenza di acqua.

Zibibbo
Ospite


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Benessere e salute della frutta colorata - la frutta e benefici dei colori

Messaggio  Zibibbo il Sab Set 26 2009, 22:26

Da qualche anno si sta diffondendo una nuova disciplina che tende ad assegnare ai colori dei vegetali proprietà preventive e anche curative particolari. A cavallo fra scienza ufficiale e cromoterapia, in attesa che ulteriori sperimentazioni comprovino con maggior precisione la scientificità della teoria (che comunque è già sfruttata pubblicitariamente da alcuni produttori di succhi di frutta e di minestre pronte), cerchiamo di capire qualcosa di più.

Innanzitutto, il vantaggio maggiore di questa disciplina è la comodità: è estremamente facile, infatti, distinguere un vegetale rosso da uno verde o da uno giallo, e quindi è molto semplice farsi da soli la propria dieta equilibrata secondo le necessità di ognuno. Soprattutto in estate, quando la disponibilità di frutta, perché è di questa che intendiamo parlare, raggiunge il massimo potenziale. Nella grande distribuzione, infatti, è oggi possibile trovare frutti stagionali (pesche, albicocche, ciliegie, uva) insieme a quelli che ormai sono disponibili tutto l’anno (mele, pere, banane).
Cominciamo allora questo viaggio nei colori della frutta, cercando di capire innanzitutto su quali principi si basa questa teoria cromatica.
Non solo vitamine e sali

Vitamine e sali minerali, lo si sa da tempo, sono quelle sostanze che più rendono salutare e preziosa la frutta. Oggetto di recenti indagini, invece, sono altri costituenti, più precisamente le fibre e i cosiddetti phytochemicals, termine anglosassone che definisce le fitoalessine, sostanze di origine vegetale prodotte dalle piante per difendersi dagli attacchi parassitari, e presenti anche in alcuni loro derivati. Per esempio, il resveratrolo, responsabile della proprietà antiossidanti del vino, è proprio una fitoalessina, prodotta dalla vite con lo scopo di proteggersi dalle condizioni atmosferiche avverse e dagli attacchi di funghi e parassiti vari.
Fibre e fitoalessine sembrano essere i responsabili delle diverse colorazioni che assumono i frutti durante la loro fase di maturazione, e di conseguenza delle proprietà differenti che assumono maturando.

Bianco, giallo, verde, rosso e blu

I colori presi in esame sono bianco, giallo, verde, rosso e blu, e si differenziano fra loro per le diverse proprietà protettive del nostro organismo. Quindi, il comportamento virtuoso suggerito da questa teoria è l’assunzione quotidiana di frutta appartenente a tutti i cinque colori. Un’abitudine gustosa, facile e divertente, pronta all’uso senza dover ricorrere a ricette particolari o operazioni di alta cucina. Chi crede in questi principi è convinto che seguendo questa semplice regola si possa mantenere un ottimale stato di salute generale, ma il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti è che consumare più frutta, soprattutto in estate, sia comunque opportuno e sicuramente apportatore di benessere. Ricordiamo infatti che la frutta fresca offre al nostro organismo molti altri vantaggi, non ultimo dei quali il piacevole senso di “pienezza” che provoca, candidandosi a ideale rompidigiuno in alternativa a snacks più o meno ricchi di grassi o di altre sostanze difficilmente digeribili.
Tornando all’argomento, cominciamo ad analizzare colore per colore quello che ci regala la natura.

BIANCO
E’ il colore di mela, pera, uva bianca, banana. L’antiossidante caratteristico di questo gruppo di frutti è un flavonoide: la quercitina. Chimicamente è un tetraossiflavonolo appartenente al gruppo dei flavonoli. In natura è presente nell’ippocastano, nella calendula, nel biancospino, nella camomilla, nell’iperico e nel gingko biloba, ma anche nel tè verde. La sua massima fruibilità si trova però nelle mele e nelle pere. Da recenti studi, il suo consumo pare particolarmente indicato per prevenire stati infiammatori quali la prostatite. Specifica la sua proprietà di ripristinare il tocoferolo (vitamina E) dopo che questo si è trasformato in radicale libero. Una insalata di frutta a base di mela, pera e banana, condita con poco succo di limone per integrare di vitamina C, può essere un autentico toccasana. Da non sottovalutare la sua utilità nel combattere la stitichezza.

GIALLO
E’ il colore di albicocca, pesca, mango, papaia, melone, arancia. Qui incontriamo il licopene, un carotenoide che è contenuto soprattutto nel pomodoro (non dimentichiamo che al suo arrivo dalle Americhe il pomodoro era giallo, e a questo deve il suo nome), ma anche, come abbiamo visto, in molti frutti estivi. I carotenoidi sono efficaci antiossidanti, ma pare che fra questi il licopene si distingua per efficacia. Numerosi studi di laboratorio suggeriscono che il licopene combatta efficacemente l’insorgenza di svariati tumori, in particolare di quello al seno. Più di recente, si è determinata la possibilità che possa agire anche contro forme tumorali allo stomaco e alla pelle.

VERDE
Sono frutti verdi la mela verde (Granny Smith), il kiwi, il lime. La luteina, potente antiossidante dalla decisa azione tutelatrice della vista, è presente in natura soprattutto nei petali di tagete, ma certamente è più comodamente assimilabile attraverso la frutta. Il lime (o limetta, nome scientifico Citrus Aurantifolia) è una specie originaria dell'Asia, forse ibrido naturale del cedro; è un agrume più utilizzato per la preparazione di cocktails, ma dal gusto leggermente acidulo e piacevole anche consumato al naturale. Il kiwi (da alcuni decenni coltivato estesamente anche in Italia), è originario della Cina (Actinidia Siniensis) ma ha conosciuto diffusione planetaria partendo dalla Nuova Zelanda, nella quale fu introdotto soltanto nei primi anni del Novecento.

ROSSO
Rosso è il colore, per esempio, delle arance sanguinelle e del melograno, frutti non propriamente estivi, ma anche di fragole e amarene che invece nella bella stagione abbondano, soprattutto all’inizio di essa. E’ risaputo che la principale proprietà naturale dei frutti rossi sono i polifenoli, ai quali è universalmente attribuita una specifica funzione di contrasto all’invecchiamento cellulare. I polifenoli sono il prodotto del metabolismo secondario delle piante e risultano particolarmente attivi nel prevenire l’ossidazione delle sostanze grasse.

BLU
Convenzionalmente, si definiscono blu (colore inesistente in natura nel settore frutticolo) quei frutti che in realtà aggiungono al rosso scuro qualche sfumatura violacea. Sono blu, ad esempio, il mirtillo, l’uva nera, la prugna o susina, la ciliegia. Le sostanze antiossidanti contenute in questi frutti sono gli antociani, ottimi per respingere gli attacchi alla regolarità della nostra circolazione sanguigna. Rafforzano naturalmente le pareti venose e arteriose, evitando pericolose degenerazioni e svolgono anche una preziosa funzione antiestetica, combattendo la formazione di capillari.

Zibibbo
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La zucca

Messaggio  Zibibbo il Sab Set 26 2009, 22:38

Le proprietà della zucca

Dall’antipasto al dolce, di zucca si può riempire un intero menu. E ogni piatto sarà gustoso e soprattutto salutare. Perché la zucca è un ortaggio dalle mille virtù. Scopriamo insieme le sue proprietà nutrizionali, qualche trucco per scegliere le più buone e conservarle a lungo in frigo o in congelatore e tante altre curiosità.

Una curiosità

Il dizionario Zanichelli fa derivare il termine “zucca” da “cocutia” che vuol dire “testa”, poi trasformato in “cocuzza”, “cozuccae” e, infine, in zucca.

La prima zucca

Con molta probabilità, la zucca è originaria dell’America Centrale: i più antichi semi, infatti, sono stati ritrovati in Messico e risalgono al 7000-6000 a.C. In Nord America la zucca era un alimento base della dieta degli Indiani sin dagli anni precedenti lo sbarco dei pellegrini sulla costa atlantica. I primi coloni impararono dagli Indiani a coltivare le zucca che, insieme alla patata e al pomodoro, è stato uno dei primi ortaggi importati dopo la scoperta dell’America.

Quante zucche!


La zucca appartiene alla grande famiglia delle Cucurbitacee, molto ricca di varietà per forma e colore. Le più conosciute sono la Cucurbita maxima (zucca dolce) e la Cucurbita moschata (zucca torta o zucca pepona), da non confondere con la Cucurbita pepo, specie cui appartengono le comuni zucchine. Nella Cucurbita maxima il frutto, la zucca per eccellenza, ha una forma voluminosa, è appiattita all’apice ed è caratterizzata da una spessa buccia verde solcata da striature longitudinali. Di grandi dimensioni, la Cucurbita maxima che può pesare anche 80 chili, presenta una polpa di colore giallo-arancio farinosa e dolciastra. La Cucurbita moschata è di forma allungata, cilindrica e ringonfia all’estremità. È di medie diemsioni, di colore verde scuro o arancione e ha polpa dolce e tenera. Le varietà di zucche più coltivate in Italia sono la Marina di Chioggia, molto diffusa nel Nord, e la Lunga di Napoli, coltivata soprattutto nelle regioni meridionali.

Come scegliere una buona zucca


La zucca si semina in primavera e arriva a maturazione in agosto. Al momento dell’acquisto è importante che il prodotto sia fresco, ben maturo e sodo. Una zucca ha queste caratteristiche se, dandogli dei leggeri colpetti, emette un suono sordo. Il picciolo, inoltre, deve essere morbido e ben ancorato alla zucca. La buccia deve essere pulita e non deve presentare ammaccature.

Date le dimensioni e il peso, nella maggior parte dei casi la zucca si acquista tagliata a tranci, tenendo presente che buccia e semi rappresentano uno scarto del 30-35%. Se si compra una zucca a pezzi, bisogna fare attenzione che la parte tagliata ed esposta all’aria non sia asciutta, che il frutto sia ben maturo e sodo, senza punti cedevoli e che i semi siano umidi e scivolosi. La Cucurbita maxima è la varietà più versatile in cucina, quella che si presta al maggior numero di preparazioni. Le zucche lunghe, invece, sono più adatte per essere usate nei minestroni insieme ad altre verdure.

Come conservare le zucche

Le zucche intere possono essere conservate per tutto il periodo invernale in ambiente buio, fresco e asciutto. La tradizione vuole che si mangino entro carnevale. I pezzi di zucca cruda si conservano in frigorifero, nel reparto delle verdure, avvolte dentro la pellicola trasparente, e vanno consumate nel giro di pochi giorni, poiché si disidratano con facilità. Tolta la buccia e tagliata a dadini, eventualmente scottati per qualche minuto in acqua bollente, può essere anche congelata.

Zucca e bellezza

Con la polpa della zucca è possibile preparare una maschera di bellezza per il viso. Schiacciate una fettina di zucca cruda e un pugno di semi, mescolate il tutto con un po’ di miele, applicate l’impasto sul viso e lasciate in posa per qualche minuto: tutte le pelli, specie quelle grasse con i punti neri, saranno più pulite e levigate.

Zucca e salute

La polpa di zucca è ipocalorica, solo 15 calorie ogni 100 grammi, grazie alla presenza al suo interno di un’alta concentrazione di acqua (94%) e una bassissima percentuale di zuccheri semplici. Come ogni ortaggio e ogni frutto di colore giallo-arancione, la zucca è particolarmente ricca di vitamina A, di minerali quali il potassio. il calcio e il fosforo e di molte fibre. Contiene, inoltre, tanta vitamina C e betacarotene.

La zucca è indicata nella prevenzione dei tumori e per mantenere un corretto equilibrio idrico dell’organismo e delle mucose. La polpa tritata può essere usata anche per alleviare le infiammazioni cutanee, mentre la buccia può essere usata per piccole scottature. I semi sono utili per prevenire e sostenere la terapia contro le disfunzioni a livello delle vie urinarie. Sono inoltre un sicuro aiuto contro la tenia. Aggiunto al latte o al succo di frutta, l’estratto di zucca è indicato anche nel controllo delle nausee mattutine, dei disturbi gastrici e prostatici.

Le proprietà nutrizionali


Ecco le proprietà nutrizionali della zucca, riferite a 100 grammi di prodotto.
Proprietà nutrizionali Quantità (100 gr. zucca)
Proteine totali 0,60 gr
Lipidi totali assenti
Glucidi totali 3,40 gr
Amido 0,70 gr
Glucidi solubili 2,70 gr
Energia 15,00 Kcal
Fibra alimentare 1,30 gr
Colesterolo Assente
Calcio 20,00 mg
Ferro 0,90 mg
Sodio 1,00 mg
Potassio 202,00 mg
Fosforo 40,00 mg
Vitamina B1 0,03 mg
Vitamina B2 0,02 mg
Vitamina A 599,00 mcg
Vitamina PP 0,50 mg
Vitamina C 9,00 mg

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L'albicocca

Messaggio  ZubìZubà il Dom Ott 04 2009, 21:37

L'albicocca è il frutto prodotto dall'albicocco (Prunus armeniaca), una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee, genere Prunus, specie Armeniaca. È una pianta antichissima (4.000 anni circa), proveniente dalla Cina nordorientale. Da qui si è diffusa passando attraverso le zone centrali dell'Asia per arrivare fino in Armenia. Sembra sia stato Alessandro Magno il primo a portare l'albicocca in Occidente. Fu introdotta in Grecia e in Italia dai romani, ma furono gli arabi a consolidarne la diffusione nella zona del Mediterraneo. L'albicocco è una pianta di grandezza media (l'altezza varia di norma dai 5 ai 7 m), anche se allo stato selvatico può superare abbondantemente i dieci metri. Ha foglie ellittiche, lisce e sottili; i fiori hanno un colore che varia dal bianco al bianco-rosato. È diffuso in moltissimi paesi; è una pianta che preferisce zone dal clima temperato e asciutto anche se lo si può trovare in zone più fredde. Il frutto (drupa) è carnoso, con seme osseo e forma ovoidale. Il colore della buccia cambia a seconda delle varietà: si va dal giallo chiaro all'arancio intenso. La raccolta inizia i primi di maggio e termina verso la metà del mese di luglio. È un frutto altamente digeribile, appetibile, ipocalorico e con un indice di sazietà notevole. Le albicocche possono essere consumate al naturale oppure venire essiccate o sciroppate. Le albicocche essiccate possono essere trattate o meno. Nel primo caso, il conservante usato è l'anidride solforosa, un gas incolore con effetto sbiancante identificato con la sigla E220 (la dose giornaliera ammissibile di questo additivo è di circa 0,7 mg per kg di peso corporeo); in genere non ha effetti collaterali, ma in soggetti sofferenti di asma può dare problemi respiratori. Se assunto in dose eccessiva, si possono avere disturbi a livello gastrointestinale.
Le albicocche sciroppate sono molto caloriche (a causa dell'aggiunta di zucchero): circa 63 kcal/100 g; il loro consumo deve essere quindi oggetto di attenta valutazione.
Conservazione – Le albicocche che non hanno raggiunto una completa maturazione andrebbero conservate a temperatura ambiente. Una volta giunte a maturazione possono essere conservate in frigorifero (al massimo per 6-7 giorni) in sacchetti o contenitori di plastica.

Qualità nutrizionali delle albicocche
Le albicocche mature sono frutti molto dolci e appetibili, con un indice di sazietà piuttosto elevato.
Sono un'ottima fonte di vitamina A e potassio.
Le albicocche secche, disponibili tutto l'anno, sono un'ottima alternativa a quelle fresche poiché contengono contengono la stessa quantità di vitamine e minerali.

Calorie e valori nutrizionali delle albicocche

Da consumare con attenzione, più che altro fuori stagione e per confezionare dolci o piatti salati, le albicocche sciroppate, a causa dell'aggiunta di zucchero che le rende molto più caloriche.
Varietà di albicocche
L'albicocco è un alberello che appartiene alla stessa famiglia delle rose.
L'albicocca veniva coltivata in Cina già 3000 anni fa. Da lì si diffuse sempre più ad ovest, finchè non arrivò in Armenia dove trovò una sistemazione ideale, tanto che i romani, che 2000 anni fa la introdussero in Europa, chiamavano l'albicocca "armeniacum", che vuol dire "mela armena".
Esistono molte varietà di albicocche, tutte simili nel gusto ma che possono variare nella grandezza e nel colore (da giallo ad arancione scuro). Vengono coltivate negli Stati Uniti, e nei paesi che si affacciano al mediterraneo come l'Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia e la Turchia.
Le varietà più pregiate coltivate in Italia sono la Monaco, la Baracca, la Reale di Imola, la Luizet, la Pesca di Nancy, la Precoce Cremonini e la Val Venosta.
Disponibilità delle albicocche
La stagione delle albicocche si estende dalla tarda primavera (metà magio) all'estate (fino a fine luglio). Quelle reperibili in Dicembre e Gennaio vengono importate dal Cile e dalla Nuova Zelanda.
Guida all'acquisto delle albicocche
Le albicocche mature si trasportano con molta difficoltà a causa della loro fragilità, di conseguenza per gustare albicocche mature è necessario rivolgersi al mercato locale.
Non si devono acquistare frutti troppo acerbi, duri con tinte verdi, poiché non svilupperanno mai il sapore del frutto maturo.
Anche quando non sono pronte da mangiare, le albicocche devono comunque essere morbide e profumate, e la buccia deve essere vellutata. Evitare i frutti ammaccati o con la buccia che presenta dei tagli evidenti.
Esistono diverse forme di albicocche secche. Quelle più comuni si presentano tagliate a metà e di un colore arancione molto vivace. Questo colore è dovuto al trattamento con diossido di zolfo: chi è allergico a questo composto o chiunque preferisce evitare coloranti inutili dal punto di vista del sapore può rivolgersi ai negozi specializzati in cibi naturale o biologici, dove troverà delle albicocche secche non trattate di colore marrone. Esistono anche piccole albicocche intere, chiamate albicocche Turche, che hanno un sapore più dolce.
Le albicocche sciroppate hanno molte più calorie a causa dello zucchero aggiunto e quindi il loro consumo andrebbe valutato con maggiore attenzione.
Conservazione delle albicocche
Le albicocche non completamente mature vanno fatte maturare in un sacchetto di carta a temperatura ambiente, lontano da fonti di calore dirette, per due o tre giorni. Una volta mature, si possono conservare in frigorifero in un contenitore di plastica per uno o due giorni al massimo. Vanno lavate solamente prima di essere mangiate.

Le varietà – Le varietà (cultivar) di albicocca sono numerose. Fra le più note troviamo:

* Antonio Errani
* Aurora
* Bella d'Imola
* Boccuccia liscia
* Boccuccia spinosa
* Boreale
* Dulcinea
* Fracasso
* Giulia
* Goldrich (Sungiant)
* Ivonne Liverani
* Laycot
* Leccona
* Monaco Bello
* Ninfa
* Orange Red
* Palummella
* Pellecchiella
* Perla
* Pisana
* Portici
* San Castrese
* Tonda di Costigliole
* Tyrinthos
* Valdesi 2
* Veecot
* Vitillo

Le proprietà - L'albicocca è il frutto che contiene le dosi più elevate di potassio e carotene; il carotene è una sostanza molto importante, utilizzata dall'organismo per la produzione di vitamina A. Inoltre l'albicocca è ricca di vitamina A, B, C e PP e di diversi oligoelementi (come magnesio, fosforo, ferro ecc.). Ha anche proprietà lassative, favorite dalla presenza del sorbitolo (uno zucchero). Un'indicazione importante è quella di evitare di aprire i noccioli e consumarne il contenuto, perché contengono una sostanza tossica (un derivato dell'acido cianidrico).

L’albicocco (Prunus armeniaca) proviene dalla Cina e dall’Asia Centrale. e' un albero dalle foglie di color verde intenso. Alessandro Magno scopri' i suoi frutti durante una spedizione in Armenia ma furono gli Arabi a portare la pianta nel bacino del Mediterraneo. L’albicocca e' stata considerata fin da subito un frutto esotico e rarissimo.
I medici arabi ne scoprirono le virtu' farmacologiche: la usavano per curare il mal d'orecchi e anche per lenire i fastidi delle emorroidi. Questo frutto della famiglia delle Rosacee il cui nome deriva dal latino praecoquus, precoce, dall'arabo al-barquq, possiede insospettate virtu' terapeutiche. L'albicocca stimola la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta il ferro e da' colore al sangue, un frutto anti-anemia per eccellenza. Essa contiene molti zuccheri, sali minerali, e oligo-alimenti: magnesio, fosforo, ferro, calcio sodio, zolfo, manganese e potassio. Il basso contenuto calorico sebbene accompagnato dal sapore zuccherino la rendono appropriata per chi segue una dieta ipocalorica. L'albicocca e' ricca di vitamina C ed A, o per meglio dire di beta-carotene; questa vitamina e' fondamentale per la produzione da parte del nostro corpo della melanina, la sostanza che ci fa abbronzare e ci protegge dai raggi del sole. Il beta-carotene inoltre ha anche altre proprieta', come quella di proteggere il nostro corpo dalla cancerogenesi indotta da agenti chimici, di rendere piu' acuta la capacita' visiva, di rinforzare le ossa e i denti, di potenziare le difese immunitarie contro le infezioni respiratorie, contro gli elementi tossici dell'aria inquinata e contro i danni del fumo.
Le albicocche vanno scelte con cura, il colore deve essere vivo, dal giallo all'arancio e la polpa se premuta deve cedere leggermente, si conservano per poco tempo al massimo 3 o 4 giorni, in frigorifero possibilmente in un sacchetto di plastica. Oltre a essere consumate fresche, sono molto gustose anche essiccate, in marmellata, canditi, succhi di frutta. Numerose sono le proprieta' di questo frutto: e' molto nutritivo quando e' consumato maturo, ha proprieta' astringenti ed e' consigliata nella cura delle diarree, ma deve essere evitata da chi ha digestioni difficili e dolorose, mangiata secca invece ha proprieta' lassative. Per la sua ricchezza di vitamine A, B, C, PP oltre a essere raccomandata per le anemie e' consigliata in convalescenza e in caso di inappetenza. Nella tradizione l'albicocca e' un rigeneratore di tessuti, un equilibrante nervoso capace di aumentare le reazioni naturali di difesa dell'organismo.
Nella cosmesi popolare l’albicocca e' stata sempre accoppiata alla cura della pelle. L’olio ottenuto dai suoi semi e' molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe.
La cosmesi naturale ci offre numerosi consigli: Il succo di albicocca puo' essere utilizzato come

tonico per le pelli normali:

centrifugate il succo di un'albicocca matura e stendetelo sul viso precedentemente pulito e lasciate che venga assorbito. Togliete poi l'eccesso con un batuffolo di cotone imbevuto in acqua tiepida.

Impacco idratante:
mettere in poca acqua bollente due albicocche spezzettate e lasciare in infusione per tre minuti poi scolarle e lasciarle raffreddare. Schiacciare i frutti fino a ottenere una polpa morbida e aggiungere un cucchiaio di olio d'oliva. Stendere sul viso e lasciare per venti minuti, poi risciacquare. Applicare una o due volte a settimana.

Maschera per l'abbronzatura:
per aiutare la pelle ad abbronzarsi in modo intenso e omogeneo. Prima di cominciare a esporsi al sole si puo' preparare la pelle con una maschera ottenuta schiacciando la polpa di cinque albicocche da tenere in posa sul viso per almeno venti minuti.

Emolliente per le mani:

un composto centrifugato di questi frutti e' un toccasana per le mani stanche e screpolate che immerse per dieci minuti di relax diventano morbidissime.

Maschera antirughe
:
schiacciare quattro albicocche in un mortaio con un cucchiaio di yogurt intero. Applicare sul viso pulito per 15 minuti e poi sciacquare con acqua tiepida. Il trattamento va ripetuto due volte alla settimana. Si tratta di una maschera antirughe nutriente per il suo apporto di vitamina A che risveglia le cellule epidermiche e dona un colorito sano: il retinolo direttamente dalla natura.

Dal database del Ministero americano dell'agricoltura

Albicocca

Scarto: 7% (nocciolo)
Nome scientifico: Prunus armeniaca

Nutrienti Unità Valore per
100 g
Principali
Acqua g 86.35
Calorie kcal 48
Calorie kj 201
Proteine g 1.40
Lipidi g 0.39
Ceneri g 0.75
Carboidrati (per differenza) g 11.12
Fibre g 2.0
Zuccheri g 9.24
Saccarosio g 5.87
Glucosio (destrosio) g 2.37
Fruttosio g 0.94
Lattosio g 0.00
Maltosio g 0.06
Galattosio g 0.00
Minerali
Calcio, Ca mg 13
Ferro, Fe mg 0.39
Magnesio, Mg mg 10
Fosforo, P mg 23
Potassio, K mg 259
Sodio, Na mg 1
Zinco, Zn mg 0.20
Rame, Cu mg 0.078
Manganese, Mn mg 0.077
Selenio, Se mcg 0.1
Vitamine
Vitamina C, acido ascorbico mg 10.0
Tiamina (B-1) mg 0.030
Riboflavina (B-2) mg 0.040
Niacina (B-3) mg 0.600
Acido pantotenico (B-5) mg 0.240
Vitamina B-6 mg 0.054
Folati, totale mcg 9
Acido folico mcg 0
Folato, alimentare mcg 9
Folato, DFE mcg_DFE 9
Vitamina B-12 mcg 0.00
Vitamina B-12, aggiunta mcg 0.00
Vitamina A, UI UI 1926
Vitamina A, RAE mcg_RAE 96
Retinolo mcg 0
Vitamina E (alpha-tocoferolo) mg 0.89
Vitamina E, aggiunta mg 0.00
Vitamina K (fillochinone) mcg 3.3
Lipidi
Acidi grassi, saturi g 0.027
4:0 g 0.000
6:0 g 0.000
8:0 g 0.000
10:0 g 0.000
12:0 g 0.000
14:0 g 0.000
16:0 g 0.024
18:0 g 0.003
Acidi grassi, monoinsaturi g 0.170
16:1 non differenziato g 0.000
18:1 non differenziato g 0.170
20:1 g 0.000
22:1 non differenziato g 0.000
Acidi grassi, polinsaturi g 0.077
18:2 non differenziato g 0.077
18:3 non differenziato g 0.000
18:4 g 0.000
20:4 non differenziato g 0.000
20:5 n-3 g 0.000
22:5 n-3 g 0.000
22:6 n-3 g 0.000
Colesterolo mg 0
Fitosteroli mg 18
Aminoacidi
Triptofano g 0.015
Treonina g 0.047
Isoleucina g 0.041
Leucina g 0.077
Lisina g 0.097
Metionina g 0.006
Cistina g 0.003
Fenilalanina g 0.052
Tirosina g 0.029
Valina g 0.047
Arginina g 0.045
Istidina g 0.027
Alanina g 0.068
Acido aspartico g 0.314
Acido glutammico g 0.157
Glicina g 0.040
Prolina g 0.101
Serina g 0.083
Altro
Alcol etilico g 0.0
Caffeina mg 0
Teobromina mg 0
Carotene, beta mcg 1094
Carotene, alpha mcg 19
Criptoxantina, beta mcg 104
Licopene mcg 0
Luteina + zeaxantina mcg 89

ZubìZubà
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La castagna

Messaggio  Trillian il Dom Ott 25 2009, 14:11

Le castagne sono ottime per le persone anemiche, anziani, bambini e convalescenti. Sono curative per varici ed emorroidi e combattono i reumatismi cronici

La composizione ed il valore calorico, oltre all'acqua, rivela la forte presenza di sali minerali, soprattutto potassio, fosforo, zolfo, magnesio, cloro, calcio, ferro, sodio. Tra le vitamine sono presenti la C, B1, B2, PP. I principi nutritivi contenuti sono gli zuccheri, le proteine e i grassi.
Per quanto riguarda le calorie, cento grammi di castagne fresche ne sviluppano 200. In quelle secche le calorie diventano 370, sempre per 100 grammi, così come aumenta la presenza di sali minerali e di vitamine; è assente invece la vitamina C, che si disperde durante l'essiccazione.
Le castagne, per ricchezza in zuccheri, grassi, proteine, vitamine e sali minerali e il grande valore calorico, sono estremamente nutrienti, hanno proprietà energetiche, rimineralizzanti, toniche muscolari e venose, sono antianemiche e antisettiche. Mature e ben cotte sono molto efficaci nelle astenie fisiche ed intellettuali. Sono ottime per le persone anemiche, per gli anziani, per i bambini, per i convalescenti, sono curative per le varici e le emorroidi, combattono i reumatismi cronici e l'invecchiamento della pelle e non dimentichiamo che sono di facile digestione. La corteccia e il legno del castagno, come la buccia dei frutti, contengono un'alta percentuale di tannino e le loro proprietà sono di tipo astringente.
I medici del Cinquecento raccomandavano castagne secche nella cura della dissenteria e tritate nel sale e nel miele contro i morsi dei cani rabbiosi. Anche nell'Ottocento le castagne con la pelle venivano consigliate nella cura della dissenteria. Le foglie del castagno in infusione sono utilizzate per curare tossi e bronchiti.
Dal legno, privato delle sostanze tossiche, si ricava per distillazione, alcool metilico (spirito di legno); il legno è inoltre impiegato nella produzione di pasta di cellulosa. Sovente però, l'interno dei tronchi di castagno si infradicia in un composto terroso e scuro per effetto della carie; si forma così un prezioso terriccio per giardinieri (la cosiddetta terra di castagno), che viene usato nell'invaso di piante richiedenti terreni soffici e ricchi di humus.

Trillian
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Re: Più intelligenti con frutta e verdura

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